di Carla De Iuliis
Il Campionato Mondiale della Pizza 2026 ha confermato Parma come capitale mondiale dell’arte bianca. Dal 14 al 16 aprile, il Palaverdi ha ospitato la 33ª edizione della manifestazione: oltre 700 pizzaioli da più di 40 Paesi, quasi 1000 gare complessive, e un talento teramano sul podio.
Parma e il Campionato Mondiale della Pizza 2026
La competizione ha affiancato il Pizza World Forum 2026, dedicato quest’anno al tema della qualità intesa in senso ampio: tecnica, responsabilità, sostenibilità e visione condivisa tra i professionisti del settore.
Nicola Sardella sul podio: terzo nella Pizza in pala
Tra i protagonisti di questa edizione spicca Nicola Sardella, pizzaiolo originario della provincia di Teramo e legato al progetto Mr Berry’s. Il suo terzo posto nella categoria Pizza in pala premia un percorso costruito negli anni tra ricerca sugli impasti, sperimentazione e valorizzazione delle materie prime.
Tra i suoi prodotti identitari, la Pinzata teramana: evoluzione della Pinsa romana, caratterizzata da alta idratazione, lunga lievitazione e un mix di farine che include anche il farro.
Determinante anche il contributo dello chef teramano Manuel Di Stefano, che ha curato i topping. Una collaborazione che testimonia come la pizza contemporanea sia sempre più un dialogo tra pizzaioli e chef.
“Questo risultato rappresenta per me un punto di partenza più che di arrivo. Dietro ogni impasto ci sono studio, errori, ricerca continua e tanta passione.”
La pizza italiana tra tradizione e innovazione
Il Campionato Mondiale della Pizza non è solo una gara: è un osservatorio sulle trasformazioni del settore. Dalla pizza classica alle versioni senza glutine, dalla pala alla teglia fino alle performance acrobatiche, ogni categoria racconta un’evoluzione continua.
L’esperienza di Nicola Sardella rappresenta il nuovo volto della pizza italiana: radicata nella tradizione, proiettata verso l’innovazione, capace di dialogare con altri ambiti della cucina.
