Una famiglia segnata dalla guerra, una cucina che diventa memoria, un mandorlo che torna a fiorire: I boccioli del mandorlo. Rifiorire in Palestina di Amal Bouchareb (Vallecchi, Narrativa, 336 pp., 18€) è un romanzo stratificato, che si muove tra Israele e il ricordo del Maghreb con una scrittura sensuale e precisa.
La storia: Azriel, chef militare tra diaspora e presente israeliano
Al centro del romanzo c’è Azriel Boniche, ebreo algerino sefardita e chef militare in una base vicino a Haifa, in equilibrio fragile tra il suo passato diasporico e il presente israeliano. Attorno a lui la moglie Livia, ricercatrice e attivista, e il figlio Daniel, giovane artista rientrato da Gaza: due generazioni in cerca di senso dopo un conflitto che ha lasciato cicatrici invisibili. Quando la tragedia entra nella loro casa, Azriel inizia un viaggio interiore che si svolge attraverso la cucina, la memoria e la colpa. Ogni ricetta diventa un atto di resistenza, un tentativo di trasformare il dolore in significato.
Il cibo come linguaggio universale
Il profumo dei dolci di mandorle, le spezie, la musica andalusa e i versi di antiche canzoni arabe formano la trama sensoriale del romanzo. La cucina non è solo rifugio: è un linguaggio universale di sopravvivenza. Bouchareb costruisce una narrazione che oscilla tra il presente in Israele e i ricordi di un’Algeria perduta, tra la memoria sefardita e il desiderio di un’identità riconciliata. Il mandorlo, il canto Qum Tara, la cucina della nonna: immagini ricorrenti che diventano emblemi di continuità e speranza.
Amal Bouchareb: chi è l’autrice
Nata a Damasco nel 1984, scrittrice, traduttrice e docente algerino-italiana, Amal Bouchareb è editorialista per Alaraby Aljadeed e Aljazeera (pagina culturale). Ha curato il programma di scrittura creativa del Ministero della Cultura saudita e dirige la rivista Arabesque. Trame di letteratura e cultura araba (Puntoacapo). Ha ricevuto il Gran Premio della Letteratura Algerina Mohammed Dib (2022) ed è membro della Consulta Lingua-Mondo della Società Dante Alighieri.
