di Carla De Iuliis — La nuova stagione di Tucci in Italy riporta sullo schermo uno dei racconti più affascinanti del patrimonio gastronomico italiano. La docuserie, prodotta da National Geographic, è disponibile in esclusiva su Disney+, dove continua a conquistare il pubblico con nuovi episodi e nuovi territori da scoprire.
Stanley Tucci è convinto che il modo migliore per capire un Paese sia attraverso il suo cibo. In Italia questo è particolarmente vero: persino la forma della pasta e il sugo con cui viene servita raccontano l’identità di un territorio, distinguendo nettamente una regione dall’altra.
Tucci in Italy: cinque nuove regioni, una mai raccontata prima
In questa stagione Tucci visita cinque nuove regioni. In Campania celebra un vitigno un tempo dimenticato; in Veneto si immerge nella gustosa disputa sulle origini del tiramisù. Due isole molto diverse completano il viaggio: la Sardegna, dove esplora il legame tra alimentazione e longevità, e la Sicilia, dove una storia multiculturale ha lasciato un’impronta profonda nella cucina locale.
Ma la tappa più attesa — e la più inedita — è quella nelle Marche, regione mai raccontata prima dalla serie, ricca di tesori gastronomici ancora poco conosciuti dal turismo internazionale.
La sosta marchigiana: una tavola sotto un albero
Tra colline dolci e scorci che sembrano dipinti, Tucci si ferma per condividere un momento conviviale semplice ma ricco di significato: una tavola apparecchiata all’aperto, piatti genuini, storie di famiglia. Protagonista assoluta è la pasta del Pastificio Spinosi, eccellenza di Campofilone conosciuta per la lavorazione artigianale e il rispetto delle antiche tecniche.
Le celebri fettuccine sottilissime — lavorate ancora oggi con ingredienti semplici e metodi tramandati di generazione in generazione — diventano nel racconto televisivo non solo un prodotto, ma una vera espressione di territorio. La scelta non è casuale: Tucci in Italy si distingue proprio per la capacità di valorizzare le eccellenze meno scontate, portando lo spettatore lontano dai cliché e dentro le storie vere, fatte di mani, passione e memoria.
Un viaggio che va oltre il gusto
La puntata marchigiana si trasforma in un omaggio alla cucina come linguaggio universale, capace di raccontare identità e legami. E ancora una volta Tucci dimostra che per capire davvero l’Italia bisogna sedersi a tavola, condividere un piatto di pasta e ascoltare chi lo prepara. Un viaggio che celebra la bellezza delle cose semplici: una tavola sotto un albero, una pasta fatta come una volta, e il tempo lento della convivialità.
