La vite, mix tra convivialità e socialità, due elementi di una squadra, è ben consolidata nel territorio così come le sue radici che fendono la roccia per nutrirsi e dare giovamento al vitigno, così si intreccia nel tessuto sociale per dare sostegno e nutrimento a coloro che hanno perso la via e li aiuta a recuperare l’orientamento; come una mamma investe sui suoi figli tendendo loro un ramo colmo di acini e speranza.
di Alessandra Sola
Il progetto “Muretti a secco”: dal disagio alla rinascita
Da un evento di disordini e prepotenza, nato da un pestaggio da parte di un ragazzo per non aver avuto una sigaretta, nasce un progetto di rieducazione, il “progetto muretti a secco”, il cui fine è rieducare e recuperare ragazzi disagiati, insegnando loro un’attività e dando loro uno scopo; giovani ragazzi che, per motivi diversi, hanno perso il controllo e che, impiegandosi nelle vigne, tra i filari e i muretti, risarciscono e curano il territorio, si responsabilizzano e danno il loro contributo alla società.
La cooperativa agricola “Il Gabbiano”
Grazie a una rete di sostegno e a Nino Negri, il progetto “muretti a secco” prende forma creando un sodalizio; nel 2015 nasce la cooperativa agricola “Il Gabbiano”, che offre percorsi di riabilitazione attraverso l’agricoltura eroica di montagna. Alla fine del percorso riabilitativo alcuni vanno via, altri, invece, continuano a curare le vigne e anche a produrre vino, creando un tessuto sociale importante, tanto che le cantine chiedono il loro aiuto per vendemmiare.
Recuperano i terreni lasciati andare, li ripuliscono dal bosco che li invade e recuperano i muretti. Raccolte le uve per le vendemmie, Nino Negri li aiuta nella vinificazione per poi apporre le etichette della cooperativa sul risultato finale.
Viticoltura eroica in Valtellina
Il vino crea aggregazione, un coinvolgimento tra terreno e bevanda, impegno e rieducazione; la pianta ha insegnato loro fatica, fiducia e disciplina. È l’amore tra l’uomo e la vigna: se tu la ami, lei ti regala e dona amore oltre al suo nettare. La viticoltura non è meccanizzabile e la si definisce “Viticoltura Eroica”: è un’arte, richiede enormi fatiche, molte camminate su queste antiche scale e terrazzi monumentali, fatiche ricompensate dal frutto dei vitigni che sanno dare un vino onesto da 13 gradi abbondanti, che sa di tutti i buoni e veri profumi della Valle di Teglio.
Il Nebbiolo valtellinese, la Chiavennasca
Il Nebbiolo valtellinese, o “Chiavennasca”, protagonista della coltivazione eroica, cugino del Nebbiolo piemontese, si contraddistingue per i suoi colori più tenui con riflessi granati. Un vino deciso che, a seconda della zona, regala emozioni singolari.
I vini della Valtellina e gli abbinamenti
Dal Rosso di Valtellina, giovane, fresco e di facile beva, ottimo anche per aperitivi, a un Valtellina Superiore più maturo che, in base alla sua zona, dona una complessità e struttura unica: i cui profumi possono essere delicati e floreali, con note di rosa, viola e piccoli frutti rossi, evolvendo in aromi speziati e di sottobosco; fresco, sapido, con tannini fini e ben integrati, dotato di un’eccellente bevibilità e longevità.
Ognuno di loro si abbina ai prodotti tipici del luogo: un Sassella per pizzoccheri e sciatt, l’Inferno per brasati e stufati, un Grumello o un Maroggia per salumi, carni rosse e formaggi stagionati, un buon Valgella per pesce di lago e formaggi freschi, per chiudere poi con uno Sforzato, potente e alcolico, di grande struttura, ideale per l’invecchiamento, che si abbina con piatti dal carattere forte come formaggi molto stagionati o piatti strutturati come cacciagione e selvaggina.
Ode
Mi perdo tra i profumi e i colori della vigna, sento il tocco gentile del vento che, come un fiore sul mio viso, sfiora i filari che per incanto si risvegliano; le gemme sbocciano così come i miei sensi sopiti,
come una scarica elettrica scuote il corpo con energia e desiderio, così i grappoli crescono sotto l’ombra della foglia in attesa che la mano li colga, maturi, pronti per creare nuovi sapori da scoprire, come in una parola si trova la bellezza del risveglio, così in un sorso del puro nettare si trova il tempo per leggere e il tempo per amare, dilatando il tempo per vivere.
Foto di Matthieu Joannon su Unsplash
