Coni, miniconi, cialde e piccoli e originali elementi decorativi che accompagnano il gelato da decenni nascono dall’intuizione della famiglia Di Giosia, oggi guidata da Vanni e Antonella.
Un’impresa che ha saputo crescere nel tempo mantenendo salde le proprie radici artigiane, diventando un punto di riferimento per professionisti e appassionati del settore in tutta Italia.
La storia dell’azienda affonda le radici nei primi anni Quaranta del Novecento, quando il nonno Giovanni Di Giosia arrivò a Teramo da Campli e iniziò a lavorare in un bar pasticceria del centro, L’Aquila d’Oro, oggi New York Bar.
Ali d’Oro (già Aquila d’Oro, dal nome della storica pasticceria teramana) è oggi un’azienda strutturata che conta circa quindici dipendenti fissi, affiancati da personale stagionale nei periodi di maggiore produzione, in particolare durante i mesi più caldi. Un’organizzazione che sostiene un catalogo ampio e in continua evoluzione, pensato per rispondere alle esigenze del gelato artigianale contemporaneo.
Da circa trent’anni l’azienda è presenza costante al SIGEP di Rimini, punto di riferimento internazionale per il settore, dove presenta novità di prodotto, rafforzando il dialogo con i professionisti.
Accanto all’impresa, anche l’impegno sociale: Ali d’Oro ha collaborato per anni con ANFFAS Onlus Teramo, dando vita a progetti editoriali solidali in cui il gelato diventa racconto, cultura e inclusione. Un esempio concreto di come tradizione, innovazione e responsabilità possano convivere.
Ho incontrato Vanni e Antonella Di Giosia e ho scambiato con loro qualche battuta sul percorso e sull’evoluzione dell’azienda.
Ali d’Oro nasce da una lunga tradizione familiare: quanto conta oggi questo patrimonio nella vostra visione aziendale?

ali d’oro ph press
“La tradizione familiare rappresenta per noi un valore fondante e un punto di partenza imprescindibile. È il patrimonio che ci guida ogni giorno nelle scelte aziendali: dalle ricette alla selezione delle materie prime, fino al modo di concepire il prodotto. Le radici artigianali sono il nostro DNA, ma non sono mai state un limite. Al contrario, ci hanno permesso di evolverci, sperimentare e crescere mantenendo saldi i valori di qualità, cura e identità che ci sono stati trasmessi”.
Il SIGEP di Rimini vi vede protagonisti da anni: cosa rappresenta per voi questo appuntamento e come è cambiato il mercato del gelato artigianale?
“Il SIGEP di Rimini è senza dubbio l’appuntamento più importante al mondo dedicato al gelato artigianale, oltre a essere uno dei principali eventi di riferimento in Europa. Per noi rappresenta un momento fondamentale di confronto, visibilità e aggiornamento continuo. Negli anni il mercato è profondamente cambiato: il gelato resta un prodotto da passeggio, fortemente legato alla stagionalità e ai mesi più caldi, ma oggi risente in modo evidente della crisi dei consumi. Non essendo un bene primario, viene spesso sacrificato nelle scelte quotidiane delle famiglie. L’aumento dei costi di produzione del gelato artigianale ha inciso sui prezzi finali, mentre la grande distribuzione propone alternative più economiche, come vaschette e prodotti industriali, che risultano più accessibili e permettono di contenere la spesa”.
Innovazione di prodotto e impegno sociale: come riuscite a coniugare crescita, qualità e responsabilità nel vostro lavoro quotidiano? Due linee di prodotto: artigianale e GDO. Legame con la tradizione fondamentale
“Il nostro lavoro quotidiano si fonda su un equilibrio costante tra tradizione, innovazione e responsabilità. Da un lato portiamo avanti una linea artigianale pensata per i professionisti del gelato, dove qualità delle materie prime, cura del dettaglio e identità del prodotto restano centrali; dall’altro abbiamo sviluppato una linea dedicata alla GDO, che ci permette di rispondere a nuove esigenze di mercato mantenendo standard elevati e accessibilità. In entrambi i casi, il legame con la tradizione di famiglia è il nostro punto di riferimento: è da lì che nasce ogni scelta, sia produttiva che sociale. A questo si affianca un impegno concreto verso il territorio e le persone, perché crediamo che crescere significhi anche restituire valore alla comunità in cui operiamo”.
Ricetta

ali d’oro ph press
“Conchiglie” con mousse di ricotta, pere e scaglie di Parmigiano
Un equilibrio elegante tra dolcezza, sapidità e croccantezza.
Ingredienti (4 persone)
4 cialde Conchiglia Ali d’Oro
250 g di ricotta vaccina (ben scolata)
1 cucchiaio di miele di acacia
1 pera matura ma soda
Succo di limone q.b.
30 g di Parmigiano Reggiano in scaglie sottili
Noci o mandorle leggermente tostate
Pepe nero macinato fresco (facoltativo)
Preparazione
Lavora la ricotta con il miele fino a ottenere una mousse liscia e cremosa. Taglia la pera a dadini piccoli e irrorala con qualche goccia di succo di limone. Riempi le cialde Conchiglia Ali d’Oro con la mousse di ricotta. Aggiungi i dadini di pera, le scaglie di Parmigiano e la frutta secca spezzettata. Completa con una leggera macinata di pepe nero, se gradito. Gusta cialda e mousse insieme.
Di Carla De Iuliis
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