Bottiglie lasciate sulla sabbia, tra gli scogli, ai bordi delle strade bianche. L’abbandono del vetro in Sardegna non è un fenomeno marginale. Ichnusa lo sa bene — e da tre anni non si limita a dichiararlo.
Con l’estate 2026 torna “Se deve finire così, non beveteci nemmeno”, la campagna del birrificio di Assemini che trasforma porti, aeroporti e luoghi della movida sarda in un museo diffuso a cielo aperto.
Perché l’abbandono del vetro è ancora un problema
I numeri parlano chiaro. Una ricerca AstraRicerche commissionata da Ichnusa su un campione di 1.242 italiani tra i 18 e i 65 anni rivela dati scomodi: un italiano su quattro ha abbandonato almeno una volta bottiglie di vetro nell’ambiente. Uno su dieci lo ha fatto di recente.
Il dato colpisce perché non descrive una categoria marginale di persone incivili. Descrive una pratica diffusa, quasi normalizzata — soprattutto nei mesi estivi, quando i luoghi di aggregazione si riempiono e i controlli si allentano.
Eppure la stessa ricerca apre uno spiraglio: l’83% degli intervistati dichiara di prestare oggi maggiore attenzione al corretto smaltimento del vetro grazie al messaggio del birrificio. E per l’87% la campagna ha stimolato una riflessione concreta sull’importanza del rispetto per l’ambiente.
La campagna Ichnusa 2026: dall’arte sul vetro ai murales
Come nasce il progetto
Tutto parte dal 2024, quando Ichnusa lancia un messaggio diretto: meglio un consumatore in meno che una bottiglia abbandonata in più. Nessun eufemismo, nessun ammorbidimento. Il concept creativo, firmato da LePub, funziona perché va dritto al punto.
Nel 2025 il birrificio fa un passo in più. Raccoglie bottiglie abbandonate, le ripulisce e le affida a sei muralisti sardi — Maurizio Brocca, Chiara Foddis, Marinetti, Teresa Podda, SARDOMUTO e Stella Ziantoni — selezionati con il supporto di Urban Center, organizzazione no profit cagliaritana che promuove l’arte come leva di cambiamento territoriale. Le bottiglie diventano opere d’arte, poi donate a Legambiente Sardegna per un’asta benefica.
L’edizione 2026: il museo diffuso
Quest’anno il progetto scala. Le nove illustrazioni più amate dell’edizione precedente escono dalle bottiglie e diventano grandi affissioni negli aeroporti di Olbia, Alghero e Cagliari, nel porto e nelle zone della movida.
A realizzarle sono tre dei muralisti della scorsa stagione: SARDOMUTO, Marinetti e Stella Ziantoni. Le loro opere raccontano una Sardegna che si ribella — attraverso animali, personaggi identitari, paesaggi selvaggi. Lo sguardo contrariato di una donna. Un fenicottero. Un polpo. La natura sarda che reagisce all’incuria con espressività e ironia.
Il risultato è un circuito visivo che accompagna i visitatori dal momento dell’arrivo sull’isola: chi sbarca a Cagliari o atterra a Olbia trova già un messaggio preciso, prima ancora di aprire la valigia.
Arte, birra e territorio: un connubio che funziona
Il muralismo sardo come linguaggio civico
La scelta non è casuale. Il muralismo sardo ha una lunga tradizione di impegno sociale e civico — dai murales politici di Orgosolo alle grandi decorazioni dei centri storici. Ichnusa attinge a quella tradizione e la porta nei nodi di mobilità contemporanea: aeroporti, porti, piazze della movida.
Il risultato è un messaggio che non interrompe il paesaggio. Lo abita.
Le parole del birrificio
«Il nostro impegno nasce dal legame profondo che abbiamo con questa terra. Per noi comunicare non basta: vogliamo agire, coinvolgere la comunità e soprattutto i giovani. Vedere che sempre più persone prestano attenzione al corretto smaltimento del vetro è il segnale che il percorso intrapreso sta davvero dando i suoi frutti.»
— Paolo Ciccarelli, Direttore del Birrificio Ichnusa
Raccolta del vetro con Legambiente: si parte da AteneiKa
La campagna non vive solo sui muri. Dal 29 maggio, le persone del birrificio di Assemini scendono in campo insieme a Legambiente Sardegna per giornate di pulizia di spiagge e luoghi di aggregazione.
Le prime due tappe coincidono con AteneiKa, il festival universitario di Cagliari — un segnale preciso sulla fascia di pubblico che Ichnusa vuole raggiungere. A giugno seguono le tappe di Giorgino e Poetto, due luoghi simbolo dell’estate cagliaritana.
«Il nostro obiettivo è comune a quello di Ichnusa: difendere e trasmettere al futuro una Sardegna ancora bella e intatta. Raccogliere e smaltire correttamente i rifiuti restituisce bellezza a una terra unica e educa alla cura del bene comune.»
— Marta Battaglia, Presidente di Legambiente Sardegna
Online dal 1° giugno: la campagna digital
Il messaggio viaggia anche sui social. Dal 1° giugno al 16 agosto parte una campagna digital dedicata, pensata per amplificare la visibilità del progetto e rafforzare il dialogo con i giovani.
Ad AteneiKa, il 28 maggio, Ichnusa ha presentato l’edizione 2026 con un murales realizzato in live dall’artista sassarese SARDOMUTO e t-shirt personalizzate per diffondere la cultura del rispetto anche fuori dagli spazi dell’evento.
Una birra che sceglie da che parte stare
Ichnusa esiste dal 1912. Nasce ad Assemini, il birrificio più antico della Sardegna, e da oltre cent’anni porta il nome dell’isola. Non è una scelta di branding: è una responsabilità che il birrificio ha deciso di prendere sul serio.
“Se deve finire così, non beveteci nemmeno” è una frase scomoda per un’azienda che vende bottiglie. Ma è anche la frase più onesta che un produttore legato al territorio possa dire.
E a giudicare dai dati, funziona.
