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Il team di Rito di Paglià con la madrina Natasha Stefanenko alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, 19 maggio 2026

Rito di Paglià Ad Ascoli Piceno la pizza d’autore diventa rito

Da Novella Cucina

di Carla De Iuliis

C’è un nuovo indirizzo gastronomico da segnare sulla mappa di Ascoli Piceno. Si chiama Rito di Paglià ed è il nuovo format lanciato dal team di Paglià Pizza e Fichi di Pagliare del Tronto, realtà che negli anni è diventata un punto di riferimento per la pizza contemporanea nelle Marche. Un progetto che porta in città, in via Dino Angelini, una visione nuova del mangiare bene, dove pizza d’autore, gastronomia d’asporto e identità territoriale convivono sotto lo stesso tetto.

Rito di Paglià Un format contemporaneo con radici profonde

Rito di Paglià nasce con un’ambizione precisa: trasformare il take away in un’esperienza curata e contemporanea, dove il cibo diventa racconto del territorio. Il gruppo è guidato da Graziano Neroni insieme ai soci Maurizio Mascaretti, Isaia D’Angelo e Federico Ricci, che hanno costruito il successo di Paglià Pizza e Fichi su una filosofia chiara: ricerca degli ingredienti, qualità degli impasti, valorizzazione della filiera corta e convivialità come valore fondante.

Questi stessi principi animano il nuovo progetto, che si presenta come un’evoluzione naturale dell’universo Paglià: una cucina dal gusto moderno ma profondamente radicata nelle tradizioni marchigiane.

L’inaugurazione con Natasha Stefanenko

L’apertura ufficiale si è svolta il 19 maggio scorso negli spazi della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, una cornice d’eccezione che già racconta molto dello spirito del progetto. Madrina della serata è stata Natasha Stefanenko, socia del format, che ha tagliato il nastro insieme al marito Luca Sabbioni celebrando una realtà giovane, dinamica e fortemente legata al territorio.

Il packaging come opera d’arte

Tra le idee più originali di Rito di Paglià c’è sicuramente il progetto legato al packaging. Le confezioni per l’asporto saranno decorate con opere ispirate a grandi artisti legati alla tradizione ascolana: Carlo Crivelli, Cola dell’Amatrice e Pietro Alemanno. Ogni box diventa così un piccolo oggetto narrativo, capace di raccontare la storia artistica e culturale della città attraverso il linguaggio del food.

Un’idea che va ben oltre il contenitore: è un gesto culturale, un modo per portare l’arte nelle mani di chi porta a casa una pizza.

Ascoli Piceno e la nuova ristorazione di territorio

Con Rito di Paglià, Ascoli Piceno aggiunge un nuovo tassello al proprio panorama gastronomico contemporaneo. Un progetto che dimostra come il dialogo tra tradizione, creatività e territorio possa diventare oggi uno degli ingredienti più forti della ristorazione italiana. Da seguire.

 

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