Si intitola Edible Reveries la mostra che dal 21 al 26 aprile porterà la pasta stampata in 3D di Artisia nel cuore del Porta Venezia Design District, durante la Milan Design Week 2026. A firmare il progetto è lo Studio Yellowdot, fondato a Milano dai designer Bodin Hon e Dilara Kan Hon, oggi attivo tra Hong Kong e Istanbul. L’appuntamento è in via Melzo 34, con ingresso libero.
Artisia, l’innovativo brand di Barilla che propone la prima e unica pasta stampata in 3D al mondo, ha scelto il Fuorisalone per reimmaginare l’ingrediente più amato dagli italiani attraverso il linguaggio del design thinking. Il risultato è un’esperienza multisensoriale costruita attorno a un gesto semplicissimo: assaporare un pezzo di pasta. Un’oasi sospesa e onirica nella frenesia della design week, pensata come invito a riflettere e sognare un morso alla volta.
Edible Reveries: arredi-scultura, videoproiezioni e soundscape
Per l’occasione Studio Yellowdot ha creato Tattile, una collezione site-specific di arredi stampati in 3D che evocano formati di pasta fuori scala: una dormeuse, una sedia a dondolo e una chaise longue con piattini d’appoggio, realizzati con filamento composito di legno grazie alla maestria della spagnola LAMÁQUINA di Barcellona. Le forme, al tempo stesso morbide e strutturate, dialogano con lampade-scultura e con una videoproiezione che racconta la tecnologia dietro la pasta 3D — quella che i designer definiscono una cross-pollinazione “from byte to bite”, dal byte al boccone. A completare il viaggio dei sensi, un delicato soundscape originale.
«Per questa mostra abbiamo interpretato la pasta stampata in 3D non solo come ingrediente, ma come gesto», spiegano Bodin Hon e Dilara Kan Hon. «I formati di Artisia nascono come algoritmi, ma il loro significato diventa reale attraverso il tatto e il gusto. Mettiamo in scena questa evoluzione: dal design digitale all’esperienza fisica».
Le proposte della chef sono abbinate agli aperitivi analcolici di Cantina Pizzolato, realtà trevigiana pioniera nei vini biologici e vegani: una linea di cocktail ready to drink a base di vino dealcolato che reinterpretano i grandi classici dell’aperitivo italiano in chiave contemporanea e alcohol-free.
Artisia, la pasta che nasce come algoritmo
Ogni pezzo di Artisia nasce da un processo che intreccia tecnologia e artigianalità: viene sviluppato digitalmente, impastato a mano con acqua e semola selezionata, infine stampato in 3D, trasformandosi in una microarchitettura commestibile. La collezione si nutre della bellezza organica del mondo naturale — fiori, stelle, ortaggi, creature marine — e della purezza della geometria, e può essere bollita, cotta al vapore, fritta, farcita o trasformata in dessert quando lavorata con acqua e zucchero.
«Edible Reveries è, letteralmente, un invito ad assaporare nuovi rituali di convivialità», commenta Valentina Parravicini, Marketing and Business Development Lead di Artisia. «Le nuove creazioni bite-size espandono i molteplici modi in cui la pasta può essere gustata, dagli aperitivi finger food agli antipasti eclettici, fino a dessert inaspettati».
Edible Reveries è aperta al pubblico in via Melzo 34 dal 21 al 25 aprile (10-19) e il 26 aprile (10-13). Press preview lunedì 20 aprile, ore 11-19. Le degustazioni sono gratuite, ma richiedono prenotazione su artisia.com
