Lo Spaghettone Innamorato e Il Paccariello Capriccioso protagonisti di due creazioni d’autore per celebrare l’amore e vivere il piacere eccezionale della pasta di qualità
Secondo ricerche recenti, oltre metà degli italiani prevede di celebrare San Valentino (60% degli intervistati) preferendo festeggiarlo con una cena. Questa, infatti, rimane la scelta principale (70% dei festeggianti) * con un aumento significativo di chi preferisce organizzare la cena homemade: quasi il 30% sceglie di organizzare la serata direttamente a casa. San Valentino, dunque, resiste come tradizione, ma sta evolvendo: è una celebrazione che si sposta sempre più verso esperienze personali e casalinghe.
Cena romantica o cena anticonvenzionale quindi? Voiello propone la soluzione adatta in qualsiasi situazione per preparare una cena dal piacere eccezionale, con Lo Spaghettone Innamorato e Il Paccariello Capriccioso e le ricette d’autore dello chef stellato Roberto Di Pinto. Un modo per trasformare la cena anche a casa del giorno più romantico dell’anno in un’esperienza di gusto unica.
Due formati, due personalità: Voiello accontenta tutti
Quando si parla di San Valentino sussistono, dunque, due approcci diversi: gli inguaribili romanticoni o gli anticonvenzionali sempre aperti alle novità. Per festeggiare l’amore, Voiello accontenta tutti attraverso i suoi due formati: Lo Spaghettone Innamorato e Il Paccariello Capriccioso. Lo Spaghettone Innamorato è ispirato all’abbraccio di due amanti inseparabili. Doppio nel corpo, ma unico nell’anima e, con la sua forma speciale, cattura tutti i condimenti da cui non escono più, riuscendo a conquistare tutti gli innamorati.
Il Paccariello è “piccirillo” e si vede subito, ma per accorgersi del suo carattere Capriccioso bisogna guardare come si ripiega su sé stesso, per rubare tutto il sugo e stupisce occhi e palato.
Caratterizzati dalla piacevole ruvidità e dalla consistenza tenace, Lo Spaghettone Innamorato e Il Paccariello Capriccioso sono realizzati entrambi con grani pregiati 100% italiani e trafilati al bronzo e spiccano per le loro forme innovative, che reinventano la tradizione per sorprendere il palato, accogliendo al loro interno tutti i tipi di condimento.
Da una parte, dunque, l’inguaribile romanticone che non vuole deludere la dolce metà conquistandola con un piatto di pasta più ispirato alla tradizione. E dall’altra, chi vuole comunque festeggiare San Valentino ma in maniera più originale e fuori dagli schemi, con un piatto di pasta e quel twist in più che stupisce. Una scelta meno convenzionale, ma il finale non cambia: c’è una ricetta speciale per tutti!
Le ricette dello Chef Roberto di Pinto: quando tradizione e innovazione si incontrano
Per ispirare tutti nella preparazione della cena più attesa dell’anno, Voiello ha coinvolto lo chef stellato campano Roberto Di Pinto che, per la ricorrenza, si è lasciato ispirare dai nuovi formati per creare due ricette da provare a casa propria, per una cena all’insegna del piacere.
Lo Spaghettone Innamorato ha subito richiamato il mare nella mente dello chef: cotto in un estratto di peperone rosso per renderlo intensamente rosso, viene mantecato con acqua di pomodoro, colatura d’alici e limone candito. Il suo corpo doppio, proprio come in un abbraccio tra amanti, avvolge il condimento e lo trattiene a sé, regalando un assaggio sempre pieno e rotondo.
Date le caratteristiche del Paccariello Capriccioso, con la sua forma che si ripiega su sé stessa per catturare il sugo e rilasciarlo in bocca, lo chef invece lo ha abbinato al pomodoro del piennolo, crema di scampi anni ’80 e scampi crudi. Un classico démodé che diventa sensuale nell’impiattamento e non solo.
Lo Spaghettone Innamorato cotto in estratto di peperone rosso, mantecato con acqua di pomodoro, colatura d’alici e limone candito
Ingredienti per 2 persone
- Lo Spaghettone Innamorato 200 g
- pomodori freschi di stagione (per esempio ramati, datterino, ciliegino) 100 g per tipo
- peperone rosso fresco 3 pezzi
- colatura d’alici q.b.
- limone candito 10 g
- succo di limone q.b.
- olio extra vergine q.b.
Procedimento
Lavare e tagliare i peperoni in pezzi e procedere ad un’estrazione per ricavarne il succo, o attraverso un estrattore o frullandoli. Poi filtrare e tenere il succo da parte.
Fare la stessa cosa con i pomodori e portare il succo a 82/86°C misurando con il termometro, filtrare con un’etamina e ottenere l’acqua di pomodoro.
Cuocere Lo Spaghettone Innamorato al dente e finire la cottura nell’acqua di pomodoro ed estratto di peperone. Mantecare con un filo d’olio extravergine, regolare di sale e aggiungere il limone candito e il succo di limone. A fuoco spento aggiungere qualche goccia di colatura d’alici.
Il Paccariello Capriccioso con pomodoro del piennolo, crema di scampi anni ’80 e scampi crudi
Ingredienti per 2 persone
- Il Paccariello Capriccioso 200 g
- pomodoro del piennolo 150 g
- aglio 1/2 spicchio
- scampi freschi pz 4
- sedano, carote, cipolla per soffritto q.b.
- armagnac 15 ml
- vino bianco q.b.
- panna fresca 50 ml
- concentrato di pomodoro 25 g
Procedimento
Schiacciare i pomodori del piennolo in acqua per eliminare i semi e fare una salsa di pomodoro con mezzo spicchio d’aglio e olio in un tegame largo. Far cuocere per circa 30 minuti, dopodiché passare e ridurre per ottenere una crema.
Pulire gli scampi e tenerli crudi da parte; tenere tutti i carapaci per preparare la bisque.
Per la bisque fare un soffritto con sedano, carote e cipolla. Aggiungere i carapaci, tostare bene, aggiungere il concentrato di pomodoro e bagnare con vino bianco e armagnac o cognac. Aggiungere 1/2 lt di acqua e la panna fresca, portare a cottura e frullare per ottenere una crema liscia.
Cuocere Il Paccariello Capriccioso al dente e mantecare con la crema di pomodoro del piennolo. A parte mettere la crema di scampi come fondo del piatto, condire gli scampi crudi con fiocchi di sale, olio extravergine e zeste di lime o limone. Finire con foglie di basilico, acetosella ed erbe acide.
Voiello, la storia di un brand appassionato
Tutto ebbe inizio a Torre Annunziata, una città piena di pasta stesa al sole ad asciugare, dove Felice Gaudiello si trasferì per amore della sua Santa De Luca. Qui, tra il mare e le pendici del Vesuvio, nacquero i figli Teodoro e Antonio, il cui cognome venne cambiato in Voiello dal parroco che li battezzò. È con un errore inaspettato che inizia la stirpe dei pastai visionari come la conosciamo oggi. Andrea, il primogenito di Teodoro, fu il primo della famiglia a dedicarsi alla produzione di pasta e trasmise la sua passione al figlio Teodoro che, anche se lasciò Torre Annunziata per andare in guerra, decise poi di tornarvi per proseguire il mestiere di famiglia. E, come suo padre aveva fatto con lui, tramandò il sogno al figlio Giovanni. Questi cercò il luogo adatto per fare la pasta onorando la tradizione di famiglia, e la trovò in un vasto terreno in Contrada Maresca. Qui, nel 1879, venne posato il primo mattone di quello che sarebbe diventato l’Antico Pastificio Giovanni Voiello.
All’inizio del ‘900, Voiello si affermò come la marca preferita di pasta dell’aristocrazia napoletana e si diffuse in tutta Italia raggiungendo numeri record. Anche se lo stabilimento fu gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, la famiglia si dimostrò tenace come la pasta che continuò a produrre, e lo riparò per restituirlo all’originario splendore. Nel 1973, mentre la crisi economica colpiva l’Italia, Barilla decise di rilevare le quote societarie di Voiello e ne subentrò nella gestione, sempre rispettando l’autonomia e l’indipendenza dei processi produttivi che avevano sempre garantito un prodotto di qualità.
La ricerca di grani pregiati per produrre pasta è stato sempre un chiodo fisso per Voiello. Già nel 1892, Giovanni Voiello si reca sino in Ucraina e identifica nel grano Taganrog la varietà ideale per produrre pasta sorprendentemente tenace. Nel 1917, la Rivoluzione d’Ottobre porta alla scomparsa del Taganrong, ma Giovanni non si perde d’animo e passa ai grani pugliesi Cappelli e Sangolla, selezionando personalmente i migliori. Poi, dal 2013, Voiello per la sua produzione ha scelto solo grani 100% italiani coltivati nelle regioni del Sud Italia.
Da oltre 140 anni Voiello continua la sua nobile missione: deliziare e rendere felici tutti gli amanti della buona tavola.
