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Masseria Stali a Caprarica di Lecce: dove l’ospitalità incontra il gusto

Tra ulivi secolari, vigneti e nuove produzioni vinicole, un agriturismo che racconta il Salento autentico. Intervista ai proprietari Rita Esposito e Leo Piccinno

Da Novella Cucina

Nel cuore del Salento, a Caprarica di Lecce, si trova un’oasi dove la natura, la tradizione e l’accoglienza si fondono in un’esperienza autentica. È Masseria Stali, un’antica azienda agricola trasformata in un agriturismo di charme, immerso tra ulivi secolari e vigneti, con camere eleganti e confortevoli pensate per chi desidera vivere il territorio con lentezza, assaporandone ritmi, profumi e sapori.

di Carla De Iuliis

Qui tutto racconta il Salento: dall’olio extravergine di oliva, anima storica dell’azienda, ai laboratori di pasta fatta in casa, dalle degustazioni ai grandi eventi estivi che richiamano visitatori da tutta Italia. Quest’anno, però, la Masseria inaugura una nuova pagina della propria storia con la produzione del vino interamente realizzato in azienda, completando così una filiera agricola che parla di identità, passione e futuro.

Ne abbiamo parlato con Rita Esposito e Leo Piccinno, proprietari della Masseria, che raccontano la filosofia di questo luogo speciale, dove ogni ospite non è semplicemente accolto, ma invitato a vivere il Salento attraverso esperienze autentiche.

Dall’olio al vino: una nuova filiera

Masseria Stali nasce dall’olio e oggi inaugura una nuova fase con il vino prodotto interamente in azienda. Cosa rappresenta questo traguardo per la vostra famiglia e quale identità avranno i vostri vini?

«Abbiamo piantato la vigna da qualche anno, per la necessità di diversificare la produzione, perché la nostra azienda nasce storicamente intorno all’olio. Quella del vino rappresenta oggi la nostra nuova sfida: da quest’anno chiudiamo la filiera con l’avvio della cantina, mantenendo però un obiettivo preciso, quello di restare fedeli al territorio e creare prodotti autentici che raccontino il vero Salento. Il nostro Primitivo Rosato, in purezza, conserva volutamente il colore intenso dei rosati salentini di una volta, in controtendenza rispetto alla moda attuale dei colori sempre più chiari. Anche il nostro bianco, ottenuto da vitigni Minutolo e Fiano, è un vino ricco di profumi, dal colore giallo intenso, pensato per accompagnare le tavole salentine e sposarsi perfettamente con le tradizionali pittule fritte».

Esperienze che raccontano il territorio

Le vostre serate dedicate alla Pizzica e la Festa in Vigna sono molto più di semplici eventi gastronomici: sono un modo per raccontare il Salento. Quanto conta oggi trasformare una cena in un’esperienza culturale capace di emozionare i visitatori?

«Hai già utilizzato la parola giusta: esperienza culturale. Fin da quando abbiamo trasformato l’azienda agricola in agriturismo, il nostro desiderio è stato quello di creare appuntamenti che unissero saperi e sapori, due parole che condividono anche la stessa radice etimologica. Negli anni in cui il “fenomeno Salento” cresceva rapidamente, noi abbiamo scelto di distinguerci puntando sulla qualità dell’esperienza, organizzando eventi curati nei minimi dettagli e riducendo al minimo l’improvvisazione. Il nostro fiore all’occhiello è la Pizzica Dinner, una cena-spettacolo che ogni giovedì accompagna gli ospiti in un viaggio nella musica popolare salentina, con un libretto che racconta il significato dei brani e presenta un menù composto dalle più iconiche ricette del territorio. A questa si affianca la Festa in Vigna, in programma nell’ultimo giovedì di agosto: un’unica grande serata dedicata alla vendemmia, con stand gastronomici, musica dal vivo, balli e naturalmente vino in abbondanza».

Il ricordo che resta

Tra frantoio, vigneti, cucina, laboratori di pasta fatta in casa, degustazioni e ospitalità, la Masseria offre un’esperienza immersiva. Qual è il ricordo che sperate ogni ospite porti con sé tornando a casa?

«Se dovessimo racchiuderlo in una sola parola diremmo: meraviglia. La soddisfazione più grande è vedere gli ospiti ripartire con un’immagine diversa del Salento e, più in generale, del Sud Italia. Ci piace pensare che attraverso la nostra accoglienza possano scoprire un territorio ricco di cultura, autenticità, professionalità e calore umano, superando tanti luoghi comuni ancora esistenti».

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