Home Novella CucinaChefMattia Di Bartolomeo: cucina abruzzese tra tradizione e innovazione
Mattia Di Bartolomeo e Carla Tarantelli in cucina alla Trattoria Moderna di Chieti

Mattia Di Bartolomeo: cucina abruzzese tra tradizione e innovazione

Chef e titolare di Trattoria Moderna a Chieti, a 28 anni reinterpreta la trattoria italiana con tecnica contemporanea e radici territoriali

Da Novella Cucina

di Carla De Iuliis

A soli 28 anni, Mattia Di Bartolomeo rappresenta una delle espressioni più interessanti della nuova cucina abruzzese. Chef e titolare, insieme alla compagna Carla Tarantelli, di Trattoria Moderna a Chieti, in Abruzzo, ha costruito il proprio percorso professionale attraversando alcune delle più diverse realtà gastronomiche internazionali, senza mai perdere il legame con la tradizione italiana e con le proprie radici.

Classe 1997, dopo gli studi all’Istituto Alberghiero ha intrapreso un percorso che lo ha portato a lavorare tra l’Italia e l’estero, dalle Isole Canarie e Baleari a Londra, passando per Austria, Australia e Thailandia, confrontandosi anche con realtà di alta ristorazione.

Il percorso di Mattia Di Bartolomeo: tra rigore tecnico e radici italiane

Come hanno influenzato le esperienze internazionali la tua cucina?

«Ogni esperienza ha contribuito a definire il mio approccio alla cucina», racconta. «Da una parte il rigore tecnico e organizzativo appreso nelle brigate più strutturate, dall’altra la centralità della materia prima e della memoria gastronomica italiana, che mi è stata trasmessa in famiglia. La mia identità nasce proprio dall’equilibrio tra disciplina professionale e radici territoriali».

Un equilibrio che trova piena espressione nel progetto di Trattoria Moderna, nato con l’obiettivo di reinterpretare il concetto tradizionale di trattoria attraverso una sensibilità contemporanea.

Qual è la filosofia di Trattoria Moderna?

«La nostra filosofia si fonda su tre pilastri: territorialità, stagionalità e leggibilità del piatto. La tradizione rappresenta il punto di partenza, mentre l’innovazione è lo strumento che ci permette di valorizzarla. Attraverso tecniche moderne, attenzione alle consistenze e studio degli abbinamenti cerchiamo di offrire una lettura attuale di piatti riconoscibili. Non vogliamo stupire a tutti i costi, ma rendere il gusto più preciso, pulito e coerente».

L’Abruzzo enogastronomico: biodiversità e cultura del recupero

Come descrivresti il momento attuale della cucina abruzzese?

«L’Abruzzo sta vivendo una fase di grande fermento qualitativo. Meritano maggiore narrazione tutti quei prodotti che raccontano la biodiversità del territorio: dallo zafferano di Navelli al pecorino di Farindola, dalla ventricina del Vastese fino al pescato dell’Adriatico e ai Presìdi Slow Food. Anche i vini — Montepulciano e Pecorino — stanno dimostrando una versatilità straordinaria».

Quali tradizioni regionali ti stanno più a cuore?

«Credo sia fondamentale valorizzare pratiche come le conserve, i sott’oli e l’utilizzo totale dell’animale. Sono tradizioni nate dalla necessità e che oggi rappresentano esempi concreti di sostenibilità e identità culturale».

Le zite alla genovese e lo spaghetto al pomodoro: i piatti simbolo

Quale piatto rappresenta maggiormente la tua cucina?

«È il piatto simbolo delle domeniche in famiglia. Nella mia interpretazione ne mantengo l’essenza — carne a lunga cottura, cipolla, pasta e parmigiano — ma ne destruturo la forma e ne affino le consistenze. È probabilmente il piatto che racconta meglio il mio percorso: rispetto per la tradizione e applicazione di tecniche contemporanee».

E il piatto del cuore?

«Lo spaghetto al pomodoro di mia madre. È la migliore cuoca che io conosca. In quel piatto ritrovo un’esplosione di sapori, profumi e ricordi che nessuna tecnica potrà mai sostituire».

Trattoria Moderna: i progetti per l’estate e la visione futura

Cosa bolle in pentola per la prossima stagione?

«Stiamo lavorando all’ampliamento dell’offerta outdoor nel nostro vicoletto, con menu stagionali più leggeri, incentrati su vegetali, brace e una carta dei vini sempre più curata. Parallelamente vogliamo sviluppare eventi e cene tematiche con produttori e chef del territorio, creando un dialogo diretto tra chi produce, chi cucina e chi consuma».

L’obiettivo finale rimane quello che accompagna il progetto fin dalla sua nascita: fare di Trattoria Moderna un punto di riferimento per una cucina italiana semplice, riconoscibile, coerente e accessibile.

Una visione lucida e concreta che racconta bene la nuova generazione di cuochi italiani: professionisti capaci di guardare al mondo senza dimenticare le proprie radici, convinti che innovare significhi prima di tutto conoscere e rispettare ciò che è stato.

 

Potrebbe anche piacerti

error: Il contenuto è protetto!!